Skip to main content

Oggi, 5 giugno 2020, è la giornata mondiale dell’ambiente.
Purtroppo in quello che dovrebbe essere un giorno di festa, o quantomeno di riflessione, dobbiamo invece segnalare l’ennesimo e gigantesco disastro ecologico prodotto da attività umana: in Siberia, nel fiume Ambarnaya, sono finite almeno 20.000 (e lo scriviamo anche perché i numeri probabilmente non rendono l’idea: VENTIMILA) tonnellate di combustibile diesel e lubrificanti, a seguito del collasso di una cisterna di carburante in una centrale elettrica vicino a Norilsk, oltre il Circolo polare artico, in una regione molto fragile dal punto di vista ambientale.

Pare che l’incidente sia stato causato dalla capitolazione dei pilastri che sostengono un serbatoio di carburante della centrale, che hanno iniziato ad affondare a causa del permafrost che si sta sciogliendo per il global warming: si tratta del secondo più grave incidente nella storia della Russia moderna, in termini di volume di sostanze tossiche fuoriuscite, e segue i terribili incendi dello scorso anno.

UN NEW GREEN DEAL REGIONALE

Tutto ciò mentre la nostra Regione annuncia il finanziamento di un piano per piantare 4,5 milioni di alberi, uno per ciascun abitante, operazione che permetterà di neutralizzare ogni anno 44.000 tonnellate di anidride carbonica ed equivarrà a fermare 26.000 automobili l’anno portando all’aumento del 20% del verde nelle città per la fine del 2024.

Se il piano verrà realizzato, e il “se” dalle nostre parti per quanto riguarda questo tipo di tematiche è sempre d’obbligo, si tratterà di un primo e significativo passo verso azioni sociali volte a combattere il surriscaldamento globale.
Assieme ai vari eco-bonus promessi dal Governo in ambito di mobilità e ristrutturazioni edili (e qui il SE diventa addirittura maiuscolo) potrebbe rappresentare l’inizio di un nuovo green deal, di cui la nostra Regione potrebbe farsi promotrice e capo-fila in Italia, dato il suo livello di innovazione tecnologica e risorse in termini di know how e capitali e dato soprattutto il fatto di rappresentare una delle aree più inquinate del Pianeta.

Per questo proponiamo al nostro Presidente Stefano Bonacini di dismettere per quanto possibile tutti quei progetti che la nostra generazione (che sarà lo zoccolo duro dei votanti almeno nei prossimi 30-50 anni) non vuole, non capisce e non approva, e vede solo come il frutto di accordi presi tra industria e politica ormai un’era geologica fa.
Tanto per fare alcuni esempi limitandoci al territorio che meglio conosciamo, Modena: la Bretella – clamorosa, piuttosto che la cementificazione dell’area di Vaciglio o il raddoppio della capacità di conferimento annua dell’inceneritore dopo che il Sindaco nel 2014 aveva promesso l’avvio del percorso che avrebbe portato in 5 anni al superamento dell’inceneritore stesso, rinviando invece nel suo programma di mandato 2019 l’obiettivo al 2034.

“Per combattere la più grande battaglia della nostra storia, quella climatica, dobbiamo essere capaci di ripensare la nostra società da ieri, nemmeno da oggi.
Siamo in clamoroso ritardo, noi che come Regione ci vantiamo di essere la locomotiva italiana, sotto tutti i punti di vista, schiacciati sull’ipocrisia di un eterno presente.
Questa sfida non rappresenta solo un problema politico: ha a che fare con la nostra immaginazione e con il coraggio di affrontare la sfida di un cambiamento radicale dei nostri modelli sociali ed economici, sfida che può essere vinta solo
Per superare la crisi del clima, dobbiamo cambiare il sistema che l’ha prodotta.”

Naomi Klein – Il Mondo In Fiamme

Federico Menziani

Partner, Managing Director Dopo la laurea in Bocconi (2010) entra nell’area marketing di Nike Italia dove si occupa di visual merchandising e product presentation. Nel 2012 entra nella sua prima agenzia come project manager pr, seguendo clienti come Vodafone, Conad Centro Nord e Terna in attività di accounting e ufficio stampa. Nel gennaio 2013, a 27 anni, fonda VENTISETTE.