Le nuove regole sulle asserzioni ambientali entrano in applicazione. Una guida per chi si occupa di marketing e comunicazione.

Il 27 settembre 2026 entrano in applicazione le disposizioni del decreto legislativo 20 febbraio 2026, n. 30, con cui l’Italia ha recepito la direttiva europea 2024/825 e ha modificato il Codice del Consumo in materia di asserzioni ambientali.

Cambiano, in sostanza, le regole della comunicazione della sostenibilità rivolta ai consumatori.

Il provvedimento appartiene alla disciplina di tutela del consumatore, e questa collocazione ne determina la portata pratica. Oggetto della verifica è il modo in cui le imprese comunicano il proprio impegno ambientale, sulle etichette, sugli imballaggi, nei siti, nelle campagne e nelle schede prodotto.

Cosa cambia nella comunicazione della sostenibilità

1. L’impiego di formule generiche. Espressioni come «ecologico», «verde» o «amico dell’ambiente», utilizzate senza ulteriori precisazioni, sono ammesse soltanto se l’impresa è in grado di dimostrare un’eccellenza ambientale riconosciuta, secondo il regolamento Ecolabel UE o sistemi equivalenti conformi alla norma EN ISO 14024. La precisazione deve inoltre essere fornita attraverso lo stesso mezzo che ospita l’asserzione, e non può essere rinviata a una pagina del sito aziendale.

2. Le etichette di sostenibilità. Ogni etichetta o marchio di sostenibilità deve fondarsi su un sistema di certificazione sottoposto a verifica indipendente, oppure essere stato istituito da un’autorità pubblica. Le dichiarazioni grafiche elaborate autonomamente dall’impresa come i vari badge “bio” a forma di foglia, non rispondono a questo requisito.

3. La neutralità climatica fondata sulla compensazione. Non è consentito dichiarare che un prodotto abbia un impatto neutro, ridotto o positivo sulle emissioni di gas serra quando come mezzo di compensazione di utilizzano esclusivamente i crediti di carbonio. Il ricorso alla compensazione resta praticabile ma non è più sufficiente.

4. Il perimetro dell’asserzione. Un’affermazione riferita all’intero prodotto o all’intera attività aziendale non è ammessa quando riguardi in realtà un solo aspetto o un singolo elemento. Se il materiale riciclato è quello dell’imballaggio, è dell’imballaggio che l’asserzione deve parlare.

5. Gli obiettivi riferiti al futuro. Le affermazioni relative a prestazioni ambientali future, come l’impegno a raggiungere la neutralità carbonica entro una certa data, richiedono un piano di attuazione dettagliato, dotato di obiettivi misurabili, scadenze definite e risorse assegnate, reso pubblicamente disponibile e verificato con periodicità.

Una considerazione da agenzia

Per le organizzazioni che comunicano e documentano con serietà il proprio percorso ambientale, riteniamo che il decreto rappresenti un’occasione più che un onere. Per anni chi ha investito in modo sostanziale si è trovato a competere, sullo stesso scaffale, con affermazioni che nessuno era tenuto a verificare, e l’introduzione di un obbligo di prova riequilibra quel confronto.

L’adeguamento comporta un lavoro effettivo, che è però in larga parte di natura redazionale, poiché richiede di sostituire gli aggettivi con dati verificabili e di dichiarare con esattezza l’ambito cui ciascuna affermazione si riferisce. Il registro che ne risulta è più sobrio, e nella nostra esperienza guadagna in credibilità quanto perde in enfasi.

Ventisette si occupa da anni di comunicazione della sostenibilità, e lo fa con organizzazioni che quella sostenibilità la praticano nei fatti. Stiamo accompagnando i nostri clienti nella revisione delle asserzioni ambientali, dalla ricognizione di quanto è già pubblicato alla riscrittura di ciò che non regge alla prova dei nuovi requisiti, fino alla definizione di un criterio interno di validazione, perché la verifica non debba essere ripetuta ogni volta da capo.

Se desiderate un confronto sulla vostra situazione, è sufficiente scrivere a contact@ventisettedigital.com Fisseremo mezz’ora di conversazione, senza alcun impegno.

Massimo Rinaldi

Partner e Direttore creativo di Ventisette Digital. Comunica la sostenibilità before it was cool da oltre 15 anni. Prima dell'acquisto scellerato di Microsoft, ha collaborato con Nokia alla definizione di User Experience e User interface per alcune delle principali app italiane. IG @massimorinaldi27